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FEDERAZIONE ENERGIA MODA CHIMICA E AFFINI

Progetto Alpaca

Fra le braccia della Pachamama

Li immagino lassù i nostri cooperanti e, se aguzzo lo sguardo, intravedo per un attimo la sagoma di un vecchio Inca che con gli occhi chiusi e in trance prega offrendo piccoli animali a Inti, il dio Sole, a suo fratello, il Vento e a Pachamama, la Madre Terra dolce e generosa. Sussurra nenie impercettibili, cullandosi avanti e indietro, avanti e indietro da un tempo senza fine. Li intravedo nella notte colorata di inchiostro, buio vero con le stelle così vicine da poterle toccare nel silenzio, spesso come una coperta di lana.  Stanno per tornare e quello che segue è l'ultimo racconto di un viaggio che lascia tracce... dentro... fuori..lassù...quaggiù..tra cielo e terra, Pachamama

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Il cammino si fa andando... tra le cooperative di alpaqueros

Prevedendo un sabato e domenica pieni di impegni, il gruppone si è concesso un giorno di vacanza. In Peru' è d'obbligo una tappa a Macchu Pichu, "non visitarlo sarebbe come andare in Italia e non assaggiare la salsiccia di Bra, la bagna cauda piemontese o lo zampone di Modena" scrivono i nostri. Ecco la cronaca...

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Cuzco e l'ombelico del mondo

Leggi tutto...C'era una volta...."una coppia di dei, Manco Cápac e Mama Ocllo, figli di Inti, il dio Sole. Si narra che un giorno uscirono dal Lago Titicaca in corrispondenza dell'Isla del Sol e si diressero a nord, alla ricerca della valle "prescelta. Arrivati sulla montagna Wanakawri (o Huanacaure), vicino a quella che un giorno sarebbe diventata Cuzco, il bastone magico di Manco Cápac cadde al suolo. Era un segnale a lungo atteso, indicava il "q’osqo", l'ombelico del mondo in lingua quechua. Manco Cápac comprese che quello era il luogo eletto da Huiracocha a residenza permanente dei suoi figli prediletti e in quel punto decise di fondare la città che poi sarebbe diventata la capitale del più vasto impero che le Americhe abbiano mai avuto.

Ed è proprio a Cuzco, l'ombelico del mondo, che si trovano i nostri cooperanti e da quel luogo mitologico riprenderanno il cammino .. leggi la cronaca in quota!

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Insegnamenti andini "Caminar despacito, comer poquito, dormir solito.....”

« Siamo venuti per servire Dio e il Re e anche per diventare ricchi. »
(Bernal Diaz del Castillo, cronista della spedizione di Hernán Cortés del 1519, Historia verdadera de la conquista de la Nueva España, pubblicato postumo a Madrid nel 1632[1])

Parecchi secoli dopo i conquistadores il nostro piccolo gruppo di cooperanti, animati da ben altro spirito, raggiungono Abancay, il centro più importante della Regione di Apurimac, dopo avere percorso la strada panoramica che si snoda a fondo valle, lungo il fiume Pachachaca. Oggi Paolo Pozzo di Iscos Piemonte è "il cronista della spedizione".

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L'ebbrezza dell'altezza, il senso profondo della cooperazione e l'emozione dell'incontro con "l'altro da noi"

Leggi tutto...A Gianni Baratta, terragno Segretario Generale Femca Piemonte passa il testimone della narrazione dall'altipiano.

"Si parte nel cuore della notte con i fuoristrada da Arequipa verso Hacullo, villaggio dove il progetto ha realizzato un magazzino per la raccolta e la selezione della fibra di alpaca.  Abbandonata la strada asfaltata iniziamo la salita, attraverso strade sterrate e molto dissestate.

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