16/05/2012
Veneto: Safilo choc, senza Armani 1000 in più

Brutte, anzi bruttissime notizie dall’incontro di ieri, venerdì 12 maggio, tra sindacati e le RSU del Gruppo con la direzione Safilo, presente l’Amministratore Delegato. L’azienda ha dichiarato infatti nel 1.000 lavoratori in esubero che, oltretutto, si aggiungono ai 518 già dichiarati in precedenza nei soli stabilimenti friulani.

E’ questa la conseguenza, sotto il profilo occupazionale, delle difficoltà economiche e produttive che l’azienda ha attribuito alla perdita della licenza Armani, avvenimento che comporta una contrazione del fatturato del 20% ed un impatto sul sistema produttivo ed in particolare sul made in Italy pari al 35%.

In un comunicato unitario i sindacati della occhialeria di Cisl, Cgil e Uil, riportano quanto affermato dalla Safilo nel corso dell’incontro: “questa situazione non è recuperabile in tempi brevi, poiché sul mercato non esistono licenze che possano sostituire Armani mentre le produzioni Safilo sono per più dell’80% in licenza.”

Ineluttabile quindi la decisione di avviare immediatamente la messa in mobilità dei mille lavoratori. Questa scelta è stata immediatamente respinta dal sindacato, che ha chiesto il blocco della procedura di dichiarazione di esubero e proposto nel contempo, un confronto sulla situazione generale del Gruppo e la definizione di un nuovo piano industriale ed economico. Sono infatti assolutamente discutibili le strategie adottate dall’azienda in questi ultimi anni.

E’ stato inoltre proclamato lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti del Gruppo, con il blocco immediato degli straordinari, e uno sciopero con presidio a Padova per lunedì 21 maggio, al mattino, e di qualsiasi altra flessibilità oraria,  mentre nei prossimi giorni saranno svolte assemblee dei lavoratori in tutti gli stabilimenti Safilo.

«No ai licenziamenti. Veneto e Friuli stanno già pagando a caro prezzo gli effetti delle aziende che chiudono i battenti per sempre. Vanno utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali alternativi ai licenziamenti».

A parlare così è Angelo Levorato, segretario provinciale della Femca, che ieri era al tavolo dell’incontro con l’azienda con il Segretario Generale della Femca Veneto Mario Siviero, a Stefano Faccin, segretario regionale della Filctem-Cgil e Mario Da Lan della Uil.

Angelo Levorato racconta: «Al momento, su nostra richiesta, l’azienda non ha ancora aperto la procedura di mobilità». Il sindacalista della Femca aggiunge: «Anzi, si è dimostrata disponibile ad accettare il confronto per evitare i licenziamenti ed avviare, già dalla prossima settimana, le trattative per arrivare, in tempi brevi, ad un accordo finale che sia quanto più indolore possibile».

Le assemblee dei 3.200 lavoratori del gruppo inizieranno lunedì. Si parte da Longarone, dove gli occupati sono 1.200: il cuore della produzione degli occhiali alati firmati Armani.

Martedì sarà la volta di Martignacco e Santa Maria di Sala (740), mentre mercoledì toccherà agli impiegati ed ai magazzinieri della sede centrale di Padova (850).

La distribuzione dei tagli è ancora top secret, ma fonti attendibili sostengono, come d’altronde prevedeva già tre mesi fa Da Lan, che la forbice sarà azionata in modo particolare nello stabilimento di Longarone e, con numeri inferiori, anche nelle sedi di Santa Maria di Sala e Padova, poi Martignacco, in provincia di Udine, dopo la chiusura di Precenicco.

In Italia Safilo conta oggi su 3 siti produttivi (Santa Maria di Sala, Martignacco e Longarone) ed una sede operativa a Padova con un totale di 3.500 occupati. Il Gruppo poi conta su altri 3 stabilimenti all’estero: Salt Lake City (USA), Ormož (Slovenia) e  Suzhou (Cina).

Femca Veneto

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