17/04/2012
Fisco, Bonanni: pronti a mobilitazione

dal sito della Cisl.

“Il governo sbaglia a non prendere in considerazione una riforma fiscale o comunque provvedimenti fiscali che mettano in condizione lavoratori e pensionati di essere sgravati da questo peso enorme”. Lo ha dichiarato il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni a margine del Consiglio generale della Cisl a Firenze, ribadendo che quella delle tasse e’ ”una questione cruciale”.
“La recessione, che gia’ c’e’, e’ stimolata da una mancanza di consumi provocata da tasse esorbitanti che non faranno altro che peggiorare, come si sa, nei prossimi mesi – ha aggiunto annunciando un impegno del sindacato per modificare lo stato delle cose: “Prossimamente – ha spiegato – arriveremo senz’altro a delle iniziative per sottolineare questa esigenza che il governo non vuole capire. Una mobilitazione, iniziative di protesta, con chiunque condivida l’esigenza di ridurre le tasse a lavoratori e pensionati”.
E sulla rateizzazione dell’Imu, “che costerà – spiega Bonanni – uno stipendio all’anno per ogni lavoratore dipendente e una pensione mensile all’anno per ogni pensionato, se la cifra e’ la stessa, – osserva – pagarla in tre rate non cambia molto. La gente non ce la farà” – sottolinea: “Altri obblighi di servizi e carburanti che costano sempre di piu’, altre tasse, addizionali caricate ulteriormente, l’Imu che si prospetta nei prossimi tempi e anche l’Iva che si preannuncia per ottobre. Quindi – ha concluso Bonanni – possono rateizzare quello che vogliono, ma la cifra non cambia”. E sul Dl fiscale ed in particolare sull’Imu si è espresso anche il Segretario Confederale della Cisl Pietro Cerrito: “Ai tagli, già confermati alla spesa sociale per il 2012, con la norma sull’Imu si dà un ulteriore colpo alle famiglie, nonostante tutti dichiarino di volerne tutelare il ruolo, favorirne le prospettive di crescita e garantire il potere d’acquisto. Così come presentato – sottolinea Cerrito –  il Decreto penalizza le famiglie di soli anziani e quelle con disabili ed anziani non autosufficienti, che sono circa 2 milioni e 800 mila, i quali non potranno vedere applicata alcuna detrazione che allegerisca il peso del prelievo. Fino al paradosso, secondo una prima lettura, che le persone anziane o disabili ricoverate in strutture residenziali per ragioni non certo legate alla loro volontà, ma all’ impossibilità di risiedere nella propria abitazione, dovranno pagare l’imposta come fosse una seconda casa”.
“Siamo molto lontani dalle dichiarazioni rilasciate nel momento dell’insediamento del Governo Monti – conclude Cerrito- in cui al rigore ed alla crescita doveva necessariamente collegarsi l’equità”.

(17 aprile 2012)

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